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Progetto "Emozioniamoci" - relazione finale

03 Maggio 2017
 
 
"Le scuole sono forse l’unica istituzione continuativa che può fornire l’educazione universale per costruire uno stato di salute emotiva”  Matthieu Richard (scrittore francese)
 
02 La scuola primaria è uno dei principali ambienti in cui il bambino costruisce la sua storia personale e sperimenta le relazioni con gli altri soprattutto attraverso le emozioni.
 
Nell’ambito scolastico, attuare un processo di Alfabetizzazione Emotiva significa aiutare il bambino a riconoscere e a comprendere il proprio stato d’animo potenziando quell’aspetto dell’intelligenza (intelligenza emotiva che Goleman ha ampiamente divulgato) che è in grado di favorire reazioni emotive equilibrate e funzionali.
 
Riuscire a riconoscere le proprie emozioni ed essere consapevole di come ci si sente quando si sperimenta un disagio emotivo, è il primo passo che permette ai bambini di crescere come persone equilibrate in grado di comunicare ed esprimere ciò che sentono. 
 
Il progetto è figlio dell’intento di proporre a scuola interventi di alfabetizzazione emotiva che hanno inciso sulle seguenti competenze:
 
  • Consapevolezza del sé: valutare i propri stati emotivi, interessi, valori e propri punti di forza;
  • Capacità di gestirsi: regolare le proprie emozioni e controllare gli impulsi;
  • Consapevolezza sociale: esser capaci di empatizzare e di comprendere il punto di vista dell’altro;
  • Abilità relazionali: stabilire e mantenere relazioni positive con il gruppo classe bastate sulla cooperazione.
 
“Emozioniamoci” è stato ideato con l’obiettivo di avvicinare i bambini al complesso e talvolta sconosciuto mondo emotivo. Lo scopo è stato quello di promuovere una crescita sociale ed affettiva degli alunni in un clima di fiducia e rispetto del gruppo classe.03
 
Il progetto ha visto coinvolte le classi prima, seconda e terza della scuola primaria “La Gioiosa”, impegnate ciascuna, in tempi diversi, sugli stessi obiettivi e contenuti.
 
Il lavoro è stato articolato in sei incontri a cadenza settimanale, per la precisione il venerdì, nei mesi di aprile e maggio. Ognuno dei sei incontri, per ogni classe, ha avuto la durata di un’ora, durante la quale gli alunni hanno avuto modo di avvicinarsi in modo spontaneo e giocoso alla tematica delle emozioni. Nello specifico sono state presentate le cinque emozioni primarie: gioia, paura, rabbia, tristezza e disgusto.
 
Per la presentazione dei contenuti ci si è avvalsi di filmati, che hanno funzionato da input favorendo la capacità attentiva degli alunni e promuovendone un coinvolgimento emotivo.
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Le slides sono state, invece, lo sfondo del nostro progetto attraverso le quali sono state proiettate informazioni rispetto alla storia delle emozioni ed alcune immagini che hanno reso la lezione interattiva e stimolante per gli alunni.
 
In particolare, gli alunni sono stati invitati ad esprimere l’emozione della GIOIA attraverso “un’opera d’arte” nata dalla collaborazione in piccolo gruppi.
 
Hanno espresso la TRISTEZZA condividendo un episodio in coppia e sperimentando la forzadell’abbraccio che cura”.
 
Gli alunni hanno affrontato le proprie paure raccontandole in gruppo e disegnando lo “scudo contro la PAURA” individuando così le risorse personali.
 
Si sono poi sperimentati nella costruzione del “barattolo della calma” nell’ambito della gestione della RABBIA.
 
Ogni incontro si è svolto seguendo una stessa modalità così strutturata:
 
  • Presentazione del filmato: si è cercato di promuovere l’attenzione e l’interesse degli alunni alla partecipazione
  • Visione del filmato: un’osservazione guidata ha permesso agli alunni di cogliere aspetti generali dei messaggi e aspetti particolari legati alla produzione gestuale e sonora.
  • Commento del filmato: a tutti è stata data la possibilità di esprimersi e di condividere con il gruppo la comprensione dei contenuti del filmato.
  • Proposta di attività ludica: attraverso giochi, racconti, i bambini hanno avuto modo di sperimentare l’emozione e di esprimerla nell’ambito di una dimensione relazionale ed emozionale.
  • Commento e condivisione dell’esperienza: gli alunni sono stati stimolati attraverso domande aperte a ricordare l’esperienza vissuta e a condividere la propria elaborazione della stessa.
Il percorso formativo è stato costantemente monitorato attraverso l’osservazione sistematica conclusasi poi con la compilazione, da parte di ogni alunno, di schede analitiche.
 
a cura di Emanuela Griffo
dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche